Grattacapo cosmicodi Vito Viglioglia
Grattacapo cosmico
(ispirato dalle foto scattate da Hubble & Mariangela)
II al concorso internazionale di poesia “Universum Academy Switzerland 2018”
Increduli sulle palpebre stanche del silenzio
i cuori ammansiti d’amore
disegnavano volti stellari.
Affiorarono dalle nostre anime
universi immensi
rivestiti da balsami cosmici
oltre le sommità mastodontiche
imbevute di spazi siderei.
L’elevazione del senso
tingeva di fuoco l’azzurro
e l’onda ignara dallo spazio infinito
ritornava a te,
che satura nel perimetro simbolico dal tuo corpo,
rivelavi nell’attimo di Dio
l’istante supremo.
Navigando sulla curva dorata di quel mare
un’antica plumbea voragine spalancò abissi di stelle
nell’opaco splendore della notte.
Vito Viglioglia
Qual è la tua storia da bar?
“Spara” il tuo inchiostro sul nostro bancone Barock… ed entra anche tu nel mirino RedvolverRock!
Aperitivi di inchiostro
Torna alle rubriche Barock
Sbaglia-toi
quando il vodka Martini tra le mani non fa diventare J.Bond e tra ironia e pro-vocazione si incontrano altre “spie” difettose
Giova-toi
per chi ha voglia di un bicchiere di-vino che unisca solitudini pensanti staccando “le etichette” nel caldo abbraccio di TU…IO
Ri-pensa-toi
per pensare con la sola compagnia di sè stessi
e dei propri occhi…
ri-flessi in un buon whisky
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Ri-pensa-toi
per pensare con la sola compagnia di sè stessi
e dei propri occhi…
ri-flessi in un buon whisky


“Grattacapo cosmico”
Buongiorno, provo a darti del tu Vito!
Mi sono commossa stamattina!
Nella prima parte della tua poesia è come se tu avessi vissuto simbolicamente “un momento di estasi d’amore”.
Non saprei bene come definirlo.
Sei ammaliato da questa donna, dove con lei riesci ad immaginarti in dimensioni superiori, lontane dall’ Essere mortale.
Nella seconda parte sei più specifico : satura (nel) perimetro del suo corpo.
Aggiungo, per mio modesto parere, che lui vorrebbe che lei si accettasse e si guardasse almeno per un secondo attraverso i suoi occhi.
Ogni centfimentro della sua pelle di è pari alla perfezione di Dio.
È una Dea per il poeta.
Tanto vicina, quando lontana.
Mi chiedo se lei lo sappia…
Non ho parole!
Raffaella Caputo